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  • Spider-Man: Brand New Day: un nuovo inizio che convince, ma non lascia ancora il segno

Destin Daniel Cretton riporta Spider-Man a una dimensione più umana che però vive soprattutto come grande capitolo di transizione

Il peso di ricominciare dopo No Way Home

Ogni film di Spider-Man deve affrontare una sfida diversa. Spider-Man: Brand New Day parte da quella probabilmente più difficile. Dopo No Way Home, uno dei capitoli più ambiziosi e amati dell’intero Marvel Cinematic Universe, era necessario trovare un nuovo equilibrio. Destin Daniel Cretton sceglie di non rincorrere la spettacolarità del predecessore. Preferisce riportare Peter Parker tra le strade di New York, lasciandolo finalmente solo davanti alle conseguenze delle proprie scelte.

È una decisione condivisibile. Il film rinuncia alla continua ricerca dell’effetto sorpresa e costruisce un racconto più raccolto, almeno nelle intenzioni. Allo stesso tempo, però, si percepisce chiaramente come questa pellicola abbia il compito di inaugurare una nuova fase dell’universo Marvel. Ed è proprio qui che nasce il suo principale limite.

Più che raccontare una storia destinata a rimanere impressa nella memoria dello spettatore, Brand New Day sembra preoccuparsi soprattutto di predisporre il terreno per ciò che arriverà nei prossimi anni. È una grande stazione nella quale entrano ed escono personaggi, si intrecciano nuove linee narrative e vengono aperte numerose porte. Il viaggio, tuttavia, deve ancora iniziare davvero.

Un grande crocevia del Marvel Cinematic Universe

Guardando il film è difficile non avere la sensazione di trovarsi davanti a un enorme snodo narrativo. Ogni nuovo personaggio sembra destinato a proseguire altrove il proprio percorso. Ogni evento sembra introdurre qualcosa che verrà sviluppato successivamente. Persino l’arrivo di Jean Grey, interpretata da Sadie Sink, assume il sapore di una nuova origine piuttosto che quello di un arco narrativo compiuto.

Da questo punto di vista il film funziona. Introduce nuovi elementi con naturalezza e lascia intuire sviluppi molto interessanti per il futuro dell’MCU. Tuttavia, chi si aspettava un racconto capace di reggersi pienamente sulle proprie gambe potrebbe rimanere leggermente deluso.

La sensazione è quella di assistere all’inizio di qualcosa di importante più che alla conclusione di una storia. Non è necessariamente un difetto. È piuttosto una precisa scelta narrativa. Rimane però il desiderio di uscire dalla sala con l’impressione di aver assistito a un’opera destinata a lasciare un segno autonomo, e non soltanto a preparare il prossimo capitolo.

L’azione è il vero spettacolo del film

Se c’è un aspetto sul quale Spider-Man: Brand New Day convince senza riserve è quello dell’azione. Destin Daniel Cretton dimostra una notevole padronanza della messa in scena e costruisce alcune delle migliori sequenze di combattimento mai viste nella saga con Tom Holland.

Le coreografie risultano dinamiche, leggibili e sorprendentemente fisiche. Gli stunt sono estremi, acrobatici e sfruttano finalmente tutta la verticalità che appartiene da sempre al personaggio. Ogni scontro comunica velocità, peso e rischio reale. Spider-Man torna a muoversi come un atleta fuori dal comune, ma senza perdere quella componente istintiva e improvvisata che ha sempre caratterizzato Peter Parker.

Anche la regia contribuisce a valorizzare queste scene. La macchina da presa accompagna i movimenti invece di rincorrerli, permettendo allo spettatore di seguire ogni fase del combattimento. È un equilibrio che molti blockbuster contemporanei faticano ancora a trovare.

Per questo motivo, quando il film decide semplicemente di lasciare spazio all’azione, riesce a offrire alcuni dei momenti più divertenti dell’intera esperienza.

Tom Holland convince, il villain molto meno

Tom Holland continua a essere uno Spider-Man credibile e umano. L’attore dimostra ancora una volta di conoscere perfettamente il personaggio e restituisce un Peter Parker più maturo, segnato dagli eventi del passato e costretto a costruirsi una nuova vita.

Eppure, rispetto a No Way Home, sembra mancare qualcosa. In quel film Holland affrontava un percorso emotivo devastante che gli permetteva di raggiungere vette interpretative difficili da dimenticare. Qui il lavoro è più contenuto. Rimane convincente, ma meno memorabile.

Anche il principale antagonista rappresenta probabilmente l’elemento meno riuscito della pellicola. Il nuovo responsabile del Damage Control possiede tutte le caratteristiche per diventare una figura realmente minacciosa, ma la sceneggiatura preferisce utilizzarlo soprattutto come funzione narrativa. Più che un vero avversario di Spider-Man, diventa l’ingranaggio necessario per mettere in movimento i futuri sviluppi dell’universo Marvel.

Il risultato è un villain che difficilmente rimarrà nella memoria degli appassionati.

Un nuovo inizio che guarda già oltre sé stesso

L’aspetto più interessante del film riguarda forse proprio il suo desiderio di ricominciare. Dopo aver chiuso simbolicamente la precedente trilogia, Brand New Day costruisce una nuova origine. Non tanto per Spider-Man, quanto per il mondo che lo circonda.

La presenza di Jean Grey, il nuovo ruolo del Damage Control e le prospettive aperte verso il futuro dell’MCU dimostrano chiaramente quale sia la direzione scelta da Marvel Studios. Il film non vuole semplicemente raccontare una nuova avventura dell’Uomo Ragno. Vuole ridefinire gli equilibri dell’universo narrativo che accompagnerà gli spettatori nei prossimi anni.

È un’operazione comprensibile. In alcuni momenti funziona persino molto bene. Rimane però la sensazione che Peter Parker finisca talvolta per condividere il proprio film con un numero eccessivo di elementi destinati ad altro.

Spider-Man: Brande New Day

Spider-Man: Brand New Day è un buon film Marvel. È ben diretto, spettacolare quando entra in scena l’azione e sostenuto da un Tom Holland ancora perfettamente a suo agio nei panni di Peter Parker. Le sequenze di combattimento rappresentano probabilmente il momento più alto dell’intera pellicola e dimostrano quanto Destin Daniel Cretton sappia valorizzare il linguaggio del cinema d’azione.

Allo stesso tempo, è difficile ignorare la sua natura di film profondamente interlocutorio. Più che raccontare una storia destinata a lasciare un’impronta forte, Brand New Day costruisce un grande crocevia narrativo dal quale prenderanno forma molti dei prossimi eventi del Marvel Cinematic Universe. È una scelta legittima. Tuttavia, lascia inevitabilmente un senso di incompiutezza.

Forse era proprio questo il suo compito. Ripartire. Ricostruire. Preparare il terreno. Resta però il desiderio di vedere uno Spider-Man capace di brillare ancora una volta per la forza della propria storia e non soltanto per l’importanza di quella che verrà.

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