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  • Mr. Morfina: l’action-comedy che sorprende con cuore, adrenalina e ironia

Jack Quaid diventa anti-eroe imperfetto che non vuoi smettere di seguire

Mr. Morfina parte da una premessa davvero originale: Nate non sente dolore. Non è soltanto che non prova male, è che la sua condizione lo pone continuamente in situazioni in cui ciò che per gli altri sarebbe insopportabile per lui diventa surreale, assurdo, potenzialmente mortale. È una malattia genetica che lo obbliga a una vita piena di precauzioni folli, con accortezze estreme: non mangia cibi solidi, evita il rischio minimo, ha gli angoli in casa imbottiti. Ma tutto cambia quando il suo amore, Sherry, viene rapita in una rapina sanguinosa. È qui che il film prende il volo, mischiando l’improbabile all’adrenalina, il comico al sentimento. Questa fusione è rara e Mr. Morfina la porta a termine con grande convinzione.

Jack Quaid, l’eroe più umano che ci sia

Jack Quaid dà vita a Nate con una dose sorprendente di vulnerabilità e humour. Non c’è niente di impettito nel suo anticoccidente; invece c’è la timidezza, l’insicurezza, l’eroismo involontario. Si sente che non è un superuomo, ma che l’eroe in lui emerge proprio dal fatto che non ha niente di “eroico” all’inizio. Amber Midthunder, nel ruolo di Sherry, regala calore e contrappunto: non è solo la ragazza da salvare, ma persona con spessore, che amplia l’orizzonte emotivo del film. Anche i comprimari funzionano bene nel loro ruolo, arricchendo con colori al di fuori del tragico.

Un’azione sfrenata che non dimentica il cuore

La regia di Dan Berk e Robert Olsen ha il merito di dosare bene: il film alterna sequenze di pura follia action — botte, inseguimenti, ferite che non fanno male, colpi che spiazzano — a momenti più tranquilli, romantici o ironici, che permettono allo spettatore di respirare. Il ritmo è sostenuto, gli effetti ben costruiti, e c’è una grande energia visiva. La colonna sonora contribuisce, spingendo nelle scene più intense, ma anche valorizzando gli intermezzi. Il film non ambisce a cambiare il genere, ma riesce a far divertire, emozionare, sorprenderti quando credevi di aver capito dove stesse andando.

Risate intelligenti e un protagonista che emoziona

L’umorismo in Mr. Morfina non è banale: spesso poggia su situazioni fisiche estreme, ma resta vivace, autoironico, capace di far ridere anche quando lo spettacolo diventa quasi splatter-comico. C’è empatia verso Nate: la sua condizione patologica diventa superpotere, sì, ma resta umana fino al midollo. Qualche limite c’è: la sospensione dell’incredulità è alta, certe scene di azione sono molto sopra le righe, qualche cliché affiora. Ma questi difetti non scalfiscono la godibilità complessiva; semmai aggiungono al tono di film che non si prende troppo sul serio.

Perché Mr. Morfina è la sorpresa dell’anno

Mr. Morfina è un film che, in questi giorni in sala, ti lascia un sorriso e un brivido. È leggero ma non superficiale, folle ma non vuoto: riesce a unire risate, adrenalina e un personaggio che resta nel cuore. Se cercavi qualcosa che ti faccia uscire dal cinema con la voglia di aver visto qualcosa di diverso, questo è il titolo per te. È intrattenimento popolare di qualità — non perfetto, ma decisamente riuscito.

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