Dal romanzo di Manuel Puig al musical queer: Bill Condon tra glamour hollywoodiano, politica e memoria storica
Con la scelta di Kiss of the Spider Woman come film di chiusura del Locarno Film Festival, Bill Condon offre non solo una nuova versione di un classico della letteratura e del teatro, ma anche una riflessione sul queer, sul potere salvifico dell’arte e sull’eredità politica che il racconto porta con sé. La conferenza stampa ha rivelato motivazioni, scelte estetiche e narrative, mentre la stampa italiana e internazionale ha cominciato a elaborare convincimenti e riserve su un progetto ambizioso che mescola dramma carcerario, musical hollywoodiano e metafore politiche.
Rileggere il romanzo, superare le versioni precedenti
Il film di Condon si riallaccia al romanzo di Manuel Puig del 1976 (Il bacio della donna ragno) e al musical Broadway del 1992 di McNally, Kander & Ebb, ma lo fa con una prospettiva che vuole essere contemporanea. Bill Condon ha dichiarato che il mondo ha impiegato quasi cinquant’anni per “raggiungere” ciò che il romanzo aveva già intuito, soprattutto nelle sue rappresentazioni dei rapporti tra i due uomini protagonisti. Nel confermare la natura d’amore genuino tra Molina (interpretato da Tonatiuh) e Valentín (Diego Luna), il regista restituisce la relazione nella sua complessità emotiva e politica, senza i compromessi che in passato attenuarono certi aspetti della storia.
Le differenze rispetto al film di Héctor Babenco del 1985 sono significative. Condon sceglie un’ambientazione più esplicitamente argentina, nel periodo della dittatura, e una struttura narrativa che alterna sequenze in prigione a fantasie musicali hollywoodiane. Il film precedente aveva già intrecciato realtà carceraria e narrazione immaginaria, ma il nuovo Kiss of the Spider Woman spinge sull’idea della componente fantasiosa come parte integrante dell’esperienza di Molina, non solo come rifugio, ma come strumento di visione e consapevolezza.
Cast, personaggi e lavoro sul set: passione, prova, trasformazione
La conferenza ha posto l’accento sul cast stellare: Jennifer Lopez nei ruoli multipli di Aurora, Ingrid Luna e la Spider Woman, Diego Luna come Valentín, Tonatiuh come Molina. Jennifer Lopez è definita da Condon come una diva classica di Hollywood, perfetta per evocare l’iconografia dorata che il film-musical ricerca, tra glamour, coreografie e numeri musicali. Tonatiuh è emerso come la grande rivelazione del film: prova recitativa, canto e danza per costruire un personaggio che cattura lo spettatore anche più della cornice politica.
Il lavoro sul set è stato intenso: il film è stato girato in due blocchi distinti, uno a New York per le sequenze musicali hollywoodiane, l’altro in Uruguay per le scene in prigione. La scelta di girare in ordine cronologico ha aiutato gli attori a sviluppare gradualmente la relazione tra Molina e Valentín, soprattutto nel primo incontro tra i due personaggi.
Politica, queer e attualità: ciò che il film rivela
Il film non è solo spettacolo, è politica. Ambientato durante la dittatura in Argentina, intreccia i temi della repressione, del sacrificio e della resistenza. Il finale, differente dal romanzo in alcuni snodi, accentua la trasformazione di Valentín attraverso l’amore con Molina, sottolineando come l’impegno politico possa nascere da una relazione intima e umana. Condon ha sottolineato che la morte di Valentín “per amore” anziché “per la rivoluzione” rappresenta la forza trasformativa del legame personale.
Le critiche queer al romanzo originale, accusato di stereotipi e ambiguità, trovano qui una risposta: Condon afferma che Molina era la trasposizione diretta di Puig stesso, e che la sua femminilità non è artificio ma autenticità. Nel film la relazione viene resa con maggiore profondità, facendo emergere la dimensione universale e individuale della sessualità, un tema che Condon collega alla ricerca di Alfred Kinsey.
Le prime impressioni della critica internazionale
All’anteprima al Sundance Film Festival, il film ha emozionato pubblico e cast. Jennifer Lopez ha dichiarato che si tratta di “uno dei momenti più belli della sua vita”, realizzando finalmente il sogno di recitare in un musical cinematografico. La stampa internazionale ha elogiato Lopez per la sua presenza scenica e Tonatiuh come rivelazione, mentre Diego Luna è stato apprezzato per l’intelligenza interpretativa.
Non mancano però le riserve: alcuni critici hanno trovato le scene in prigione troppo teatrali e i passaggi tra realtà e fantasia a tratti poco fluidi. La componente musicale, pur visivamente spettacolare, non sempre raggiunge livelli memorabili nelle melodie. Tuttavia, la forza emotiva del film resta indiscutibile.
Locarno, simbolismo e rilancio italiano
Presentare Kiss of the Spider Woman come film di chiusura al Festival di Locarno significa offrire al pubblico italiano un’opera che stimola il dibattito su memoria storica, identità queer e diritti civili, ma anche su come il musical possa dialogare con la tradizione cinematografica europea. Il Teatro Grande di Locarno diventa così palcoscenico ideale per un film che intreccia spettacolo e riflessione.
Pregi e limiti: un bilancio ragionato
Il pregio maggiore dell’adattamento di Condon è il coraggio di ripensare un classico: non un remake nostalgico, ma un’opera che interroga il presente attraverso la forma del musical queer. Jennifer Lopez e Tonatiuh emergono come protagonisti indimenticabili, e la scelta di girare sequenze spettacolari in ordine cronologico conferisce autenticità. Tra i limiti, alcune transizioni meno efficaci e numeri musicali non sempre memorabili.
Conclusione: un’opera di sguardo, non solo di spettacolo
Kiss of the Spider Woman di Bill Condon non è solo un grande musical, ma una dichiarazione politica e umana. È un film che invita a emozionarsi e a interrogarsi sul senso dell’amore, della libertà e della lotta. Presentato a Locarno, con la sua forza spettacolare e la sua attualità, è destinato a dividere, affascinare e lasciare un segno.


