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  • FolleMente: Genovese esplora il caos sentimentale, dentro la mente e oltre le apparenze

Una commedia romantica che è anche uno specchio del sé interiore

Quando il primo appuntamento diventa una battaglia interiore

Lara è una restauratrice di mobili trentacinquenne. Dopo una storia finita male con un uomo sposato, sogna un amore più stabile. Piero, invece, è un professore cinquantenne reduce da un divorzio e impegnato nella crescita della figlia in affido condiviso. I due si incontrano per caso e decidono di vedersi per un primo appuntamento a casa di lei.

A rendere la serata complicata non sono solo gli imbarazzi tipici di un incontro, ma soprattutto le voci che abitano dentro ciascuno di loro. Lara convive con personalità come Alfa, Trilli, Scheggia e Giulietta. Piero, invece, ha dentro di sé il Professore razionale, il Romantico, Eros passionale e Valium disincantato. Queste presenze interiori intervengono continuamente, commentano, criticano, si prendono gioco delle esitazioni dei protagonisti. Così, la serata si trasforma in un vero percorso a ostacoli, tra confessioni, ritorni inaspettati e piccoli drammi quotidiani. Alla fine, ciò che emerge è la necessità di mostrarsi vulnerabili e autentici.

Cast e recitazione: Fogliati, Leo e le personalità che urlano dentro

Pilar Fogliati interpreta Lara con grande intensità. È capace di rendere credibili sia le fragilità sia la forza del personaggio. Edoardo Leo porta in scena un Piero realistico e vicino al pubblico, un uomo segnato dalle delusioni ma disposto a rimettersi in gioco. La coppia funziona: i loro scambi, pur tra goffaggini e silenzi, riescono a restituire empatia e verità.

Il vero spettacolo arriva però dalle personalità interiori. Marco Giallini, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Maria Chiara Giannetta, Maurizio Lastrico e Rocco Papaleo danno voce e corpo a emozioni contrastanti. Sono figure che non restano sullo sfondo, ma animano la mente dei protagonisti e rubano spesso la scena. Questo meccanismo, oltre a divertire, arricchisce il film di sfumature comiche e malinconiche.

Regia, ritmo e scrittura: ironia, vulnerabilità e nuovi equilibri

Paolo Genovese mescola commedia sentimentale e introspezione psicologica. Non si limita a raccontare un primo appuntamento, ma porta lo spettatore dentro la mente dei protagonisti. Il risultato è una narrazione doppia: da un lato gli eventi concreti, dall’altro il dialogo interiore, spesso caotico, che guida ogni scelta.

Il ritmo alterna momenti comici e pause più intime. A volte le voci interiori prendono il sopravvento, ma Genovese riesce a bilanciare il gioco narrativo con situazioni romantiche più tradizionali. Ne nasce una commedia che parla delle fragilità contemporanee, delle aspettative e dei timori che accompagnano ogni tentativo di relazione. Inoltre, la scrittura prova a riflettere su come uomini e donne vivano oggi la vulnerabilità e il bisogno di sentirsi compresi.

Temi principali: vulnerabilità, autenticità e dialogo interno

FolleMente mette in scena il conflitto interiore che accompagna ogni scelta sentimentale. Ognuno di noi ospita più voci: c’è chi spinge verso l’istinto, chi cerca sicurezza, chi teme il giudizio. Il film dà corpo a queste voci e le trasforma in personaggi, rendendo visibile ciò che solitamente resta invisibile.

Il tema centrale è la vulnerabilità. Esporsi è difficile, ma anche liberatorio. Lara e Piero devono scegliere se restare protetti dietro le proprie difese o rischiare di essere autentici. In questo senso, la commedia diventa un invito a guardarsi dentro e a riconoscere la bellezza del mostrarsi imperfetti.

Pregi e limiti: divertimento, emozione, qualche ruga in sceneggiatura

Tra i pregi spicca la capacità di far sorridere con leggerezza ma anche di commuovere. Le emozioni funzionano quando le voci interiori si fanno coro, come nella scena del Somebody to Love “condiviso”. La sceneggiatura ha intuizioni originali, l’idea di “prove interiori” ha una freschezza rara, la recitazione è quasi sempre sincera, l’ambientazione intimista aiuta a creare immedesimazione. Il vero cuore di FolleMente sta nella capacità di mescolare leggerezza e commozione, regalando allo spettatore un viaggio emotivo in cui le voci interiori diventano protagoniste assolute. Sono loro a rubare la scena, trasformando ogni esitazione in occasione di ironia e poesia. La sceneggiatura funziona proprio grazie a queste figure interiori che danno ritmo e freschezza, rendendo il film qualcosa di diverso dalle classiche commedie sentimentali. Pilar Fogliati è straordinaria nel restituire con naturalezza e potenza la complessità del suo personaggio: passa dal fragile al determinato, dal comico al malinconico con una fluidità che conquista.

Conclusione: perché vale la visione

FolleMente è una commedia romantica che osa qualcosa in più. È un tentativo riuscito di scavare dentro la mente, dentro il cuore, non solo di raccontare una storia ma di mostrare il conflitto che resta spesso nascosto. Se cercate una commedia che vi faccia ridere ma anche riflettere, che non resti alla superficie ma provi ad esplorare l’emozione vera, questo film è per voi. Se invece preferite trame rapide, poco introspezione o zero conflitto interiore, potreste rimanere un po’ disorientati. In entrambi i casi, FolleMente resta una proposta significativa nel panorama italiano del 2025.

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