Il fascino di Rachel Zegler non basta, ma Gal Gadot conquista come Regina
Il nuovo Biancaneve, diretto da Marc Webb, cerca di modernizzare la fiaba con spunti di emancipazione femminile, creature magiche al posto dei nani e l’introduzione di Jonathan, bandito ribelle dal cuore gentile. L’intenzione è chiara: restituire la magia della storia con sensibilità più contemporanee. Tuttavia queste novità risultano superficiali. La trama si limita a ricalcare i binari già noti e raramente osa portare il racconto in direzioni davvero originali.
Interpretazioni: Zegler opaca, Gadot luminosa
Rachel Zegler porta sullo schermo una Biancaneve corretta e fragile, ma mai incisiva. L’attrice non riesce a imprimere magnetismo né a trasformare il personaggio in un’icona nuova. D’altra parte, Gal Gadot sorprende con una Regina elegante e carismatica. La sua interpretazione, sostenuta da un concept ironico e moderno, rende il villain l’elemento più memorabile del film. Gli altri membri del cast, invece, restano in secondo piano e ricevono poco spazio narrativo.
Estetica e ritmo: incanto visivo a metà
Sul piano visivo, il film alterna momenti di grande fascino ad altri meno riusciti. I costumi e le scenografie evocano un’autentica atmosfera fiabesca, mentre la CGI applicata alle creature magiche appare artificiale e poco convincente. Inoltre, il ritmo soffre di squilibri: alcune sequenze si dilungano senza tensione, mentre altre scorrono troppo rapidamente. Ne risulta un film che cerca di accontentare tutti, ma che finisce per perdere intensità.
Temi principali: emancipazione femminile e romanticismo attenuato
La nuova Biancaneve mira a dare voce a una protagonista leader, capace di guidare e di prendere decisioni. Questo messaggio è importante, ma non trova abbastanza forza nella narrazione. Inoltre, il romanticismo resta un sottofondo attenuato e la lotta contro l’oppressione sembra accennata più che sviluppata. In sostanza, le idee sono valide, ma rimangono a livello di dichiarazioni di principio.
Conclusione: un’occasione a metà
Biancaneve si presenta come un film elegante e visivamente curato, ma non incisivo nelle interpretazioni né nella scrittura. Rachel Zegler non riesce a imprimere energia al ruolo di protagonista, mentre Gal Gadot emerge con fascino come Regina cattiva. In conclusione, il remake intrattiene e regala momenti gradevoli, ma resta più un esercizio di stile che una reinvenzione capace di emozionare davvero.


