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  • Weapons: un thriller teso che flirta col soprannaturale senza trovare piena coerenza

Zach Cregger costruisce atmosfere intriganti, ma il finale lascia perplessi

Trama: la sparizione che sconvolge una comunità

Il film prende il via con un evento drammatico: diciassette bambini scompaiono misteriosamente in una sola notte, lasciando dietro di sé solo un sopravvissuto. Da quel momento, una comunità intera è travolta dal sospetto, dalla paura e da un silenzio che diventa quasi protagonista. La trama alterna indagine e introspezione, seguendo vari punti di vista, ma si spinge anche verso un registro soprannaturale che non sempre appare necessario e che, anzi, rischia di indebolire l’impianto realistico della vicenda.

Recitazione e personaggi: il cuore realistico del film

Il volto centrale è Julia Garner, che dà intensità a Justine Gandy, insegnante accusata ingiustamente e trascinata in un incubo pubblico e personale. La sua prova, fatta di fragilità e resistenza, è uno dei punti più convincenti del film. Accanto a lei Josh Brolin nei panni di un padre determinato, e Alden Ehrenreich in quelli di un ufficiale pragmatico, aggiungono peso emotivo. Anche Cary Christopher, il giovane attore che interpreta Alex Lilly, trasmette un senso di inquietudine innocente che rimane impresso. Il resto del cast, da Benedict Wong ad Amy Madigan, completa un mosaico credibile pur senza momenti memorabili.

Regia e atmosfera: tensione più che paura

Zach Cregger dimostra di saper gestire atmosfere cupe e momenti di tensione. La fotografia lavora con luci naturali e ombre nette, mentre il montaggio alterna lentezza e accelerazioni improvvise. Il risultato è un thriller che sa creare attesa, ma che raramente arriva a un vero terrore. L’inserimento di elementi soprannaturali tende a deviare dal cuore realistico della storia e non sempre appare giustificato, generando più perplessità che spavento.

La colonna sonora firmata da Ryan e Hays Holladay è quasi invisibile, più interessata a suggerire inquietudine che a sottolinearla apertamente. Spesso sono i silenzi e i rumori ambientali a reggere la tensione, scelta che funziona nei momenti migliori ma che a volte rischia di sembrare poco incisiva.

Punti di forza e limiti evidenti

Weapons è un film che coinvolge per la sua premessa e per alcune interpretazioni di livello, ma non riesce a mantenere la stessa forza lungo tutto il percorso. La tensione cala in più punti, il soprannaturale appare forzato e il finale, senza entrare nei dettagli, scivola in un tono quasi ridicolo che ridimensiona l’impatto complessivo. Non è un fallimento, ma nemmeno un’opera da ricordare a lungo: resta un thriller solido, capace di intrattenere, ma lontano dal capolavoro che avrebbe potuto essere.

Conclusione: un buon film, ma niente di più

In definitiva Weapons è un lavoro discreto, con un cast solido e una regia che sa creare atmosfere tese. Tuttavia non riesce a imporsi come opera memorabile. È un film che si lascia guardare, con spunti interessanti, ma che paga un finale debole e una tendenza al soprannaturale poco necessaria. Un titolo che piacerà agli amanti del thriller cupo, ma che difficilmente resterà scolpito nella memoria.

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